Sapori

Soggiorno nel cuore della produzione agricola istriana.

I colori che differenziano l’Istria.

Per poter capire l’anima dell’Istria e la sua produzione rurale bisogna comprendere la composizione morfologica. La penisola ha forma triangolare e all’interno è delimitata dalla valle del Rosandra, dal valico di Erpelle-Cosina e dal solco di Castelnuovo d’Istria. Si distinguono tre tipologie di paesaggi, ognuno dominato da una colorazione caratteristica. L’Istria bianca ha rocce calcaree ed è montuosa, si eleva fino a 1396 metri con il Monte Maggiore e si estende nelle zone settentrionali e orientali, quelle più scarsamente popolate. È il paesaggio tipico della Cicceria. L’Istria gialla (o grigia) è chiamata così dal colore dei suoi terreni ricchi di rocce sedimentarie quali argilla, marna, arenaria e calcaree. Occupa la zona centrale della regione e si estende dal Golfo di Trieste al Quarnaro. L’Istria rossa, che presenta uno strato di terra rossa poggiato su rocce calcaree, è un altopiano che si estende dalle zone meridionali e occidentali (le più densamente popolate) fino raggiungere le coste. Tutti i fiumi della regione hanno la loro origine nell’Istria gialla. Sul versante occidentale troviamo il Rosandra, il Risano, il Dragogna e il Quieto mentre su quello orientale l’Arsa. Il Quieto, lungo 53 km, sorge nei pressi di Pinguente e sfocia nel Mare Adriatico, nelle vicinanze di Cittanova d’Istria.

A tavola.

Se vuoi esplorare la produzione agricola è essenziale conoscere queste brevissime informazioni geografiche, perché dai colori dell’Istria dipendono tutte le produzioni.

Se ci collochiamo nell’Istria bianca esiste pochissima e saltuaria produzione di ortaggi mentre risalta l’allevamento ovino. Passeggiare tra i paesini alle falde del Monte Maggiore ti porta in piccoli caseifici dove puoi assaggiare formaggi sia ovini che bovini dall’intenso gusto di erbe e aromatizzati con scaglie di tartufo bianco o nero. Questi vengono raccolti nell’incantevole valle del Quieto da esperti ricercatori del prezioso fungo. Le distanze da percorrere per arrivare all’Istria gialla sono brevissime e trovi i primi vigneti coltivati su terreni a terrazzo o in zona collinare ideali per la produzione del famoso vino “terrano” un DOCG da caratteristiche forti e altamente tanniniche che ti fa apprezzare piatti di selvaggina e funghi dei quali e ricchissimo il sottobosco di querce della zona. Ma la vera produzione agricola istriana diventa molto più evidente proprio nell’Istria rossa che è veramente paragonabile alla Toscana. Lo si nota subito dai colori che cambiano e che si manifestano da lontano: il grigioverde delle foglie degli ulivi e dei vitigni con foglie sempre più vive e più grandi. Siamo nei vigneti di malvasia, un vanto per l’enologia istriana e che crea un vino così particolare che “chi lo beve si innamora”. La produzione di questo vino ha raggiunto livelli di qualità molto alta e che sti facendo spazio in tutte le fiere del settore in Europa e America. Ma l’orgoglio più grande di ogni agricoltore istriano è l’olio, l’oro verde della regione apprezzato già dagli antichi romani e giunto ora a una qualità che tocca i livelli di quello greco, spagnolo e italiano. Infatti, in migliaia di ettari di uliveti antichi e in altrettante nuove piantagioni dove si producono varietà di olio che svettano nelle classifiche mondiali. Non va dimenticato neanche uno dei rami più importanti dell’agroalimentare dell’Istria: la pesca. Ostriche e mitili richiamano buongustai da tutto il mondo. Siediti alla nostra tavola e assapora tutti i piaceri enogastronomici istriani.